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L’impegno del Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna si esprime nell’investimento di risorse ed energie per la ricerca di occasioni e linguaggi finalizzati ad un dialogo con le socialità del proprio territorio, presentando le testimonianze tradizionali nella complessità dei loro rapporti con l’universo culturale ed esponendo i caratteri simbolici, rituali, linguistici e materiali insiti nelle diverse manifestazioni umane.
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Il Museo Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna, inaugurato nel 1981, nasce dal paziente ed appassionato lavoro di raccolta promosso ed attivato, dalla fine degli anni '60, da un gruppo di volontari. Nel 1973 tale gruppo si organizzò in un "Comitato Etnografico", sotto la direzione di Giuseppe Sebesta (etnografo e museologo allora direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente trentina), con lo scopo di gettare le basi scientifiche per la costituzione di un museo. Risale al 1971 il primo documento che cita il museo quale progetto e prospettiva ed al 1973 la delibera di Consiglio Comunale che istituisce il museo.
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Dove siamo
Via F. Montevecchi, 41 47822 Santarcangelo di R. (RN)
tel. 0541/624703
fax. 0541/622074
e-mail:
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Direttore e staff
Direttore: Mario Turci
Responsabile amministrativo: Lorenzo Astolfi
Segreteria: Patrizia Volpini
Conservatore: Federica Foschi
Curatrice: Silvia Baldini
Sede
Ex Macello comunale (1936), monumento di archeologia industriale, testimonianza storica di un’attività – la macellazione – scomparsa dalla città di Santarcangelo da ormai quasi trent’anni.
Visitare il museo
Prenotazioni: Tel. – Fax 0541/326206 Cell. 346/8529684
e-mail:
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Orari di apertura
Orario invernale (da novembre ad aprile)
sabato: 10.30/12.30 – 15.30/17.30
Domenica: 15.30 / 17.30
Orario estivo (da maggio ad ottobre)
Da martedì alla domenica: 16.30 / 19.30
sabato anche: 10.30 / 12.30
Le sale
Accoglienza e biglietteria
... e ti dirò chi sei
Sulla terra
La via del grano
Con acqua e pietra
La paglia
Fra trama e ordito
Il tegliaro
A ferro e fuoco
La via del vino
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I Cumuli si presentano come monumenti alla memoria collettiva, come soste nelle quali soffermarsi per raccogliere i pensieri, che il museo ha suscitato, e sommarli a quel “pieno di cose” che è rappresentazione del quotidiano e delle sue storie.
Cumuli
• Sguardi (foto storiche di volti di uomini e donne),
• In vetro (diciotto contenitori di vetro con gli oggetti della vita di tutti i giorni);
• FiliForme (i licci, tra i protagonisti dell'incontro tra trama e ordito);
• Intrecciature (cesti piccoli e grandi con intrecci diversi);
• Piano del calzolaio (la piccola bottega del calzolaio/ciabattino);
• Nella mente del sellaio (selle e staffe per cavalcare e trasportare oggetti);
• Per via (calesse, bauli, valige, stampelle, racchette da neve, bicicletta: per partire, muoversi, fuggire...);
• Fabbrica di scope (dalla realizzazione all'uso domestico).
Digressione è un percorso che accompagna il visitatore fra gli oggetti della vita e del lavoro. Le teche di Digressione contengono oggetti/simbolo che intendono sottolineare legami e discontinuità fra passato e presente.
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