 Mi sono laureata in Storia delle tradizioni popolari (cattedra di Franca Romano) presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2001 con una tesi che ha cambiato completamente il corso della mia vita. Durante la ricerca sul campo ho conosciuto il mio futuro marito. Proprio l’argomento della tesi mi ha fatto incontrare Pietro Clemente e l’ATPMG (Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana). Da questi incontri sono nate diverse collaborazioni che ancora oggi fanno sentire la loro eco.
La prima nel 2002, ad appena due mesi dalla laurea, mi ha vista coinvolta in un progetto dell’ IDAST (Iniziative DemoEtno Antropologiche di Storia Orale in Toscana) centrato sul censimento degli archivi audiovisivi e sonori in Toscana. Ho schedato i fondi contenuti in alcuni archivi del grossetano, registrando interviste finalizzate a ricostruire la storia dell’archivio.
Nello stesso anno, ho tentato la carriera universitaria ottenendo l’idoneità - ma non vincendo - al dottorato di ricerca in Scienze Etnoantropologiche presso l’Università La Sapienza di Roma.
Ho abbandonato ben presto questa strada perché altre scelte di vita mi hanno portato a godermi il silenzio e la pace della campagna toscana. Sembra poi che anche la mia lavorativa fosse destinata a concentrarsi in Toscana. Da allora si è sviluppata su due binari paralleli: la ricerca antropologica da un lato, il settore turistico dall’altro.
Nel 2003 mi sono immersa nelle storie dei nostri migranti custodite nell’ ADN (Archivio Diaristico Nazionale) di Pieve Santo Stefano (AR). Ho lavorato nel gruppo di ricerca sulle scritture migranti diretto da Pietro Clemente e composto da Anna Iuso, Elena Bachiddu, Daniela Brighigni e Andrea Franceschetti.
Nello stesso anno ho pubblicato il libro “La torciata di San Giuseppe a Pitigliano”, un’accurata rielaborazione della mia tesi di laurea seguita con estrema attenzione da Pietro Clemente. La pubblicazione - sostenuta dall’ATPMG, dalla BCC e dal Comune di Pitigliano e dalla Comunità montana Colline del Fiora – è stata fonte di fatica ma indubbiamente anche di gioia e di soddisfazione infinite.
Contemporaneamente ha preso avvio il progetto - ancora oggi in corso - “Feste in Maremma” promosso dall’ATPMG volto a realizzare il calendario e la mappa delle feste contemporanee della provincia di Grosseto. Ho lavorato, insieme a Gabriella Pizzetti e Ramona Lami, sotto la supervisione di Fabio Mugnaini dell’ Università di Siena. Ognuna di noi si è occupata di un’area. Tra il 2003 e il 2005 io ho documentato il patrimonio festivo attuale di tre Comuni dell’entroterra grossetano – Pitigliano, Manciano e Sorano – registrando e trascrivendo interviste mirate, recuperando materiale etnografico e informativo-pubblicitario, realizzando anche alcune immagini fotografiche.
Nel 2003 al termine di un corso della Provincia di Grosseto ho ottenuto la “Qualifica di Programmatore e promotore di pacchetti incoming” grazie al quale dall’anno seguente e fino all’inizio del 2007 ho lavorato nell’Ufficio turistico del Comune di Manciano (GR). Fatto ancora più significativo nell’ottica del progetto “Feste in Maremma”.
Nel 2005 pur mantenendo i miei precedenti impegni mi sono divisa tra traduzioni, attività di tutoring, uno stage presso le Terme di Saturnia e concorsi pubblici. Soprattutto ho avuto il piacere di lavorare con Eleonora Censorii, Elisabetta Frasca e Valentina Simonetti ad un progetto di digitalizzazione di archivi sonori ed audiovisivi della Regione Toscana sul Teatro Popolare. Abbiamo catalogato e riversato i supporti (audio, foto, video, documenti cartacei) di diversi archivi privati toscani.
Tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007 ormai con i primi segni evidenti della mia gravidanza ho conseguito a Firenze l’attestato di “Organizzatore di eventi culturali”, ho concluso la mia collaborazione con l’Ufficio turistico di Manciano e risolto ogni tipo di collaborazione. Dal 2007 ad oggi mi sono concentrata prima sulla nascita di mia figlia, poi sulla sua crescita psico-fisica.
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