Fulvia Premoli, laureata in architettura presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Il suo percorso è improntato con continuità al vasto tema della valorizzazione dei Beni Culturali a partire dalla fine degli anni ’70. Partecipa nella ricerca, nella didattica e nella professione, al dibattito sulla innovazione del ruolo dei Beni Culturali in Italia che ebbe un conseguimento nodale nell’istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (1974, oggi MIBAC).
Effetto centrale di tale momento è l’”esplodere” del museo nel territorio, con le nuove concezioni e prassi che ne nacquero.
Tra queste il “museo diffuso” è un filo rosso che ha costantemente
attraversato il suo approccio culturale, agli esordi sostanzialmente focalizzato sul museo come architettura e come generatore di città, ma ben presto apertosi ai temi del rapporto museo/territorio e del binomio monumento/documento [J. Le Goff], con le connesse rifondazioni concettuali e aperture multi-disciplinari agli aspetti comunicativi, strategici, gestionali, economici.
Temi principali di lavoro finora seguiti:
- tipologia e morfologia del museo, da “monumento” a “sistema territoriale”;
- il progetto di architettura per la valorizzazione dei beni culturali;
- questioni di definizione e perimetrazione dei beni culturali, tra simbolo e risorsa;
- la catalogazione per i beni culturali;
- progettazione museale, tra cui:
- Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo, Campodolcino (SO);
- Parco letterario ‘G. Tomasi di Lampedusa’, Palma di Montechiaro (AG);
- per una rete di valorizzazione dei patrimoni delle scuole superiori di Milano (Feltrimuseo);
- valorizzazione di siti archeologici (My Son-Viet Nam; Sri Ksetra-Myanmar);
- direzione dei lavori di edifici pubblici, tra cui il restauro e ridestinazione a biblioteca dell’ex-macello comunale
di Castel San Pietro Terme (BO), anni 2001/2004 e il restauro e ridestinazione del seicentesco Palazzo in Campodolcino (SO), trasformato in Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo (con M.B. Servi) .