Sandra Ferracuti, dottore di ricerca in etnologia ed etnoantropologia, è antropologa del patrimonio e dell’arte.
Dal 2002 è membro della redazione del quadrimestrale Antropologia Museale e, dal 2005, del Consiglio Direttivo di Simbdea, oggi in qualità di Vicepresidente.
Ha esperienza di ricerca etnografica sulla museografia ‘spontanea’ italiana e sui sistemi dell’arte e del patrimonio mozambicani.
Dal 2009, collabora con la Sezione etnografia del Museo nazionale preistorico etnografico “Luigi Pigorini” nell’ambito del Progetto europeo “RIME” – Ethnography Museums and World Cultures e, dal 2010, è professore a contratto di Museologia presso l’Università degli studi della Basilicata, polo di Matera.
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Tra le sue pubblicazioni:
L’Etnografo del patrimonio in Europa: esercizi di teoria e cittadinanza, in L. Zagato, M. Vecco (a cura), Le culture dell’Europa, l’Europa della cultura (F. Angeli, Milano 2011: 206-228);
Henri-Alexandre Junod, patrimonio in Mozambico: giochi di specchi tra Africa, antropologia e arte, "Antropologia Museale", IX [27]: 19-29, 2010;
L'Europa e 'gli altri'. Cittadinanza e diversità culturale a partire dalle Convenzioni del Consiglio d'Europa, "Lares", LXXV[3]: 655-670, 2009;
Attriti museali: dalle zone di contatto alle friction globali, "Antropologia Museale", VII [19]: 27-32, 2008;
La Biennale dell’Africa, "Antropologia Museale", V [17]: 46-54, 2007;
Cose di Armungia, "Lares", LXXII[1]: 99-132, 2006.
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