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Convegno Nazionale 2025

12-13 giugno 2025 - Università degli Studi di Firenze Dipartimento SAGAS

Comitato scientifico e organizzativo

Elisa Bellato, Accademia di Belle Arti di Venezia.
Alessandra Broccolini, Sapienza Università di Roma, Presidente di Simbdea.
Costanza Lanzara, Università degli Studi di Firenze.
Valentina Lusini, Università per Stranieri di Siena.
Omerita Ranalli, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.
Emanuela Rossi, Università degli Studi di Firenze.
Vita Santoro, Università degli Studi della Basilicata.
Francesca Romana Uccella, Museo delle Civiltà.
Matteo Volta, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Valentina Zingari, Facilitatrice Unesco ICH.

Segreteria

Daria De Grazia (coordinamento), Chiara Secchi, Mattia Pagano, Mara Bernardini.

Negli ultimi decenni la ricerca antropologica ha ripensato profondamente il paradigma del patrimonio culturale evidenziando la capacità generativa e la densità che esso produce sul piano dei processi sociali, politici e creativi per i soggetti e le collettività coinvolte, in particolar modo in campo museale e nell’ambito dei patrimoni immateriali, che sempre più vedono coinvolte forme della società civile e una crescente consapevolezza locale della sua valenza politico-culturale.

Allo stesso modo la ricerca antropologica ha indagato criticamente i processi implicati nella definizione, conservazione e trasmissione dei patrimoni culturali, riflettendo su campi specifici di costruzione della località, come quello della nostalgia o della memoria, spesso coinvolte nella legittimazione di narrazioni identitarie. Sul medesimo fronte di critica si collocano le frizioni generate dalle questioni problematiche delle restituzioni e delle riparazioni nell’ambito dell’acceso dibattito sull’egemonia delle istituzioni culturali, che si connette alla necessità di formulare nuove politiche del patrimonio e delle collezioni museali orientate alla decolonizzazione e alla partecipazione; principi, questi, che si configurano come valori globali e conseguenze dei processi di democratizzazione che si stanno attuando anche grazie alle nuove tecnologie e ai media. Il nuovo paradigma di un patrimonio culturale “al servizio della società” solleva la questione del nuovo ruolo dell’antropologia che opera dentro i processi di patrimonializzazione, sempre più vicino a quello della mediazione e della ricerca collaborativa.

Il convegno chiama a riflettere sulla dimensione sociale, politica, conflittuale ma anche creativa, nonché immaginativa del patrimonio culturale, oggi sempre più al centro di processi di ripensamento e di investimenti simbolici da parte di comunità plurali di interessi. In particolare, i relatori sono invitati a portare un contributo sulla crescente complessità del paradigma patrimoniale anche alla luce della definizione di museo approvata nel 2022 a Praga nell’ambito dell’Assemblea Generale Straordinaria di ICOM, che com’è noto introduce alcune novità importanti rispetto alla precedente definizione del 2007, privilegiando i compiti di ricerca e interpretazione e indicando gli obiettivi di accessibilità, inclusione e promozione della diversità e della sostenibilità come missioni fondamentali di ogni museo.

L’obiettivo del convegno è quello di costituire una rete di circolazione di pratiche, esperienze, sperimentazioni e riflessioni teoriche sul ruolo che l’antropologia, le istituzioni e le realtà dei musei e dei patrimoni culturali materiali e immateriali possono assumere oggi nel ribaltamento dei paradigmi coloniali e neocoloniali di sapere e potere, nel potenziamento della coesione sociale, nell’impegno civico, nella qualificazione o riqualificazione di spazi di prossimità e mediazione.


Il Convegno Simbdea  è stato realizzato con il contributo della  Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali – Servizio II° – Ministero della Cultura.

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Scarica il programma:  Programma Convegno Nazionale 2025