TrasiMemo - Banca della memora del Trasimeno

Presentazione
TrasiMemo è una esperienza di attivazione della memoria che ha portato alla cocostruzione di un museo, di un archivio e di laboratori sui saperi locali.
L'avvio del progetto è stato organizzato dando spazio a quattro raggruppamenti teorici dell'artigianato umbro: la lavorazione del legno, del tessile, del ferro e della ceramica e cotto.
Dal 16 aprile sarà possibile visitare dal web la Banca all'indirizzo www.trasimemo.it e in via Sensini a Paciano, presso Palazzo Baldeschi.
Il comune di Paciano ha affidato all'Università degli Studi di Perugia, Dipartimento Uomo e Territorio e della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici, l'attività di ricerca e di mediazione del progetto. La creazione di uno spazio di dialogo promosso dalla ricerca etnografica con la comunità ha permesso la raccolta e l'organizzazione della memoria.
Le donne e gli uomini che hanno lavorato e lavorano sul Trasimeno hanno trovato una possibilità di raccontare le proprie vite di artigiani per mestiere, di bricoleur, di hobbisti, di appassionati raccoglitori di oggetti, di restauratori, di artisti, di scopritori e inventori.
I protagonisti del museo e dell'archivio non sono gli oggetti dell'artigianato, ma le narrazioni che ci portano a scoprire la densità del patrimonio locale.
La raccolta ha permesso di far emergere varie applicazioni del lavoro artigianale: artistico, commerciale, semindustriale, ma anche un uso domestico e quotidiano, che soprattutto nel passato regalava una competenza diffusa e condivisa in tutte le comunità del Lago. L'organizzazione del lavoro, lo sfruttamento delle materie prime locali ha contribuito fortemente all'esistenza del paesaggio così come è oggi: il rosso è il coloro visibile nei centri storici e nella costruzioni rurali per gli elementi costruttivi in cotto; la toponomastica, con le vie dei Fabbri e del Filatoio ci ricorda la presenza di lavorazioni, così come gli arredi interni ed esterni delle abitazioni private: i letti in ferro battuto, le lampade in rame e ferro, gli alari dei camini, i cancelli e le ringhiere ci mostrano le competenze di manipolazione del ferro.
Il sapere artigiano si è mostrato come il frutto di una condivisione dei saperi incorporati e dei “segreti”, che possono essere trasmessi da maestro ad allievo e che sono condivisi dalle comunità geografiche e di "pratiche".
Nella raccolta della memoria sono state evidenziate parole chiave che aiutano a comprendere: le mani, il tempo, i segreti. Le mani diventano d'oro, acquistano capacità di giocare e domare il fuoco e hanno bisogno di tutele. Il tempo altro elemento chiave della produzione, artigiana è senza soluzione di continuità il tempo della vita. I segreti celati nella tecnica rivelano la necessità pratica di incorporare i saperi e di esprimere una capacità creativa per risolvere sempre prontamente le problematiche.
La visita virtuale e fisica alla Banca della Memoria ci consegna la possibilità di vivere lo spazio che ci circonda, da visitatore o da cittadino quale che noi saremo, con maggiore consapevolezza apprezzando la complessità delle comunità.
L'esperienza di TrasiMemo può anche essere un contributo al superamento della crisi socioeconomica, portando nuove possibilità di impiego del tempo e del lavoro, ma anche una riflessione sulla memoria e sulla democraticità della sua rappresentazione.
Il percorso museale è arricchito dalla possibilità di conoscere le botteghe, le officine e i laboratori degli artigiani attivi, delle associazioni e musei che operano sul territorio e anche di partecipare a laboratori esperienziali e didattici sull'artigianato e la manipolazione.

Obiettivo del progetto, metodo di lavoro e ricadute.
L'obiettivo di TrasiMemo è quello di portare un contributo all'attivazione della creatività e di nuove forme di lavoro artigiano nelle comunità del Trasimeno.
TrasiMemo è un progetto di “attivazione” delle memorie, di riconoscimento e di tutela dei patrimoni culturali di comunità, messi in valore grazie alla costruzione partecipata di un archivio virtuale e mediante alcune installazioni museali.
Il progetto restituisce “risonanza” e “visibilità” ai saperi artigianali nella zona del lago Trasimeno; documenta le pratiche, i processi culturali e i contesti sociali legati alla loro fruizione collettiva, così da riconoscerne una pubblica funzione sociale.
È pensato per far parlare i saperi artigianali attraverso l’uso delle forme espositive che caratterizzano la museografia etnografica contemporanea: raccontare le persone, le loro storie, i loro mondi, lasciando alla materialità degli oggetti il ruolo di intermediario simbolico.
Le persone che hanno lavorato e che lavorano in questo territorio trovano così uno spazio dove raccontare le proprie vite di artigiani, di bricoleur, di hobbisti, di appassionati collezionisti, di restauratori, di artisti e di inventori e progettare prospettive future.
TrasiMemo non è un deposito della memoria, o un semplice archivio di saperi, ma uno spazio pubblico di coinvolgimento educativo e di dibattito, ludico e di divertimento, in cui residenti e visitatori possano riconoscersi e confrontarsi.
Un osservatorio privilegiato per l’apprendistato di sguardi competenti sui saperi artigianali del Trasimeno e sui processi di costruzione delle tradizioni ad essi connesse.
Attraverso i saperi raccolti, ma soprattutto grazie alla collaborazione instaurata con gli artigiani si sta strutturando un gruppo stabile di riflessione, ricerca e produzione.
Lo spazio di Palazzo Baldeschi nel centro storico di Paciano, comune centrale nel Trasimeno è una struttura di proprietà della Regione Umbria, la quale ha delegato al comune di Paciano l'uso.
Il prestigioso edificio, recentemente ristrutturato e arredato accoglierà la sede dell'Unione dei Comuni del Trasimeno e la sede dell'ecomuseo del Trasimeno, mentre accoglie già la biblioteca comunale e i centro Terzo Millennio (di gestione del fondo Mcaggart di Green Peace)
Al piano terra è stato lasciato spazio alle comunità del Trasimeno di raccontarsi e creare prospettive per il futuro.
Attraverso una sinergia fra ricerca, mondo artigiano e istituzioni locali si è lavorato sulla creazione di uno spazio attivo di riflessione e azione sul lavoro artigiano e sullo sviluppo di nuove strade di archiviazione dei saperi, commercializzazione e produzione, così sono nati: uno spazio museale, uno spazio virtuale, un ufficio informazioni, un book-shop e i laboratori di artigianato e manipolazione.
I ricercatori (antropologi), del “gruppo di ricerca e di progettazione sistema musei-Beni culturali e paesaggistici del Trasimeno” della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici
dell'Università degli Studi di Perugia, hanno curato l'attività di ricerca etnografica, ma soprattutto sono stati in grado di realizzare una attività di mediazione e di coinvolgimento degli artigiani e delle comunità locali.
Gli artigiani hanno costruito attivamente la ricerca sui saperi e stanno portando avanti l'obiettivo, assieme all'Istituzione Comunale e ai antropologi del patrimonio, di creare un gruppo di ricerca e produzione di manufatti da proporre alla commercializzazione.
Il comune di Paciano ha messo a disposizione risorse economiche, strutturali, umane e le stanze di Palazzo Baldeschi per la realizzazione di riflessione, incontro, laboratori, allestimento museale, spazio web e book-shop.
La riattivazione della presenza nel centro storico è la prima ricaduta tangibile. L'avvicinamento ai saperi e alla professione artigiana degli inoccupati, o parzialmente occupati, la salvaguardia dei saperi artigiani, la professionalizzazione degli artigiani e lo scambio attivi, ma la risonanza della memoria collettiva ed individuale sono le ricadute visibili che hanno bisogno di sostegno.
Infatti l'esperienza di TrasiMemo vuole anche essere un contributo al superamento della crisi
socioeconomica, portando nuove possibilità di impiego del tempo e del lavoro
La Banca della Memoria del Trasimeno è anche una riflessione sulla memoria e sulla democraticità della sua rappresentazione, la cocostruzione del progetto e della sua realizzazione non è stata calata dall'alta, ma condivisa e partecipata dalle comunità di “vertice” e dei “pari”.

Prospettive future
Il progetto vede adesso alle prese il gruppo degli artigiani e i ricercatori, supportati dall'Istituzione
Comunale, con lo sviluppo dei laboratori dedicati ai giovani cittadini, agli adulti che hanno volontà di misurarsi con nuove prospettive di lavoro e saperi, ai turisti presenti e a tutti quelli che vorranno essere attratti dall'iniziativa.
Ma anche con la gestione delle prospettive che si sono aperte grazie alla sinergia fra ricerca, artigianato e messa a disposizione di beni culturali.
Le prime attività per le quali si stanno cercando vie di realizzazione e finanziamento sono:
1. la traduzione multilingue e multiabile degli allestimenti, del materiale web e di distribuzione
2. la realizzazione di un catalogo dei prodotti TrasiMemo. Infatti in questo momento sono in fase di prototipo prodotti di didattica, materiali dedicati ai book-shop, manufatti esperienziali e testimoni di viaggio o di ricordo
3. la promozione delle attività di laboratorio verso i potenziali gruppi target: scuole, con collegamento con le scuole del territorio, nazionali ed internazionali e turisti in collaborazione con il sistema turistico.
4. la progettazione, promozione e realizzazione delle attività di bottega dirette agli adulti
5. la progettazione, promozione e realizzazione delle attività di bottega quale contributo alla parità di genere
6. la progettazione e l'attuazione di protocolli per laboratori di promozione dell'inclusione sociale

Simbdea, società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici.

c/o Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino
Piazzetta Antonio Pasqualino 5 - 90133 Palermo

CF: 03251180406
e-mail: segreteria@simbdea.it

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