Adriana Gandolfi svolge attività di ricerca e documentazione etno-antropologica per il territorio abruzzese e molisano.

ALESSANDRA GASPARRONI ha svolto il suo percorso universitario alla Facoltà di Lettere moderne presso l'Università "La Sapienza" di Roma con indirizzo demo-etno-antropologico

Sono nato a Castiglione d'Orcia (Siena).
Dall'Agosto 2016 lavoro per la protezione civile in Regione Toscana dove mi occupo in particolare di salvaguardia di Beni culturali (vedere qui)
Sempre per la Regione Toscana dal 2001 al 2016 mi sono occupato di musei ed ecomusei.
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Mi sono laureata in Storia delle tradizioni popolari (cattedra di Franca Romano) presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2001 con una tesi che ha cambiato completamente il corso della mia vita. 

Angela Cicirelli è dottoranda di ricerca presso l’Università degli Studi della Basilicata, all’interno del programma Cities and Landscapes: Architecture, Archaeology, Cultural Heritage, History and Resources, con il progetto Comunità e patrimoni materiali e immateriali. Il rapporto tra uomo e territorio attraverso lo studio del paesaggio culturale e dei processi di patrimonializzazione legati al riconoscimento del marchio Riserva della Biosfera - MAB (Man And Biosphere), UNESCO. 

Per il conseguimento della Laurea Specialistica in Nuove Tecnologie per la Storia e i Beni Culturali ha redatto la tesi Il Sistema Museale Demoetnoantropologico come strategia di sviluppo locale: Il Caso Dell’alta Murgia.

Nel corso degli anni di studio ha collaborato al censimento dei musei dea del Parco Rurale Nazionale dell’Alta Murgia e alla pubblicazione di Oggetti ritrovati. La cultura agropastorale dell’Alta Murgia, con il Centro Studi Torre di Nebbia.  

Nel 2010 ha curato il coordinamento scientifico e redazionale per il CD-Rom Il Museo Etnografico dell’Alta Murgia e redatto Prima del museo, per la pubblicazione della Guida al Museo Etnografico dell’Alta Murgia

Inoltre, ha pubblicato Il Museo Etnografico dell'Alta Murgia di Altamura: da collezione privata a istituzione pubblica, in "Altamura", rivista storica/bollettino A.B.M.C., 2007-2008; Sintesi della discussione e Nasce SimbdeaLab in “AM Antropologia Museale”, Numero Speciale 25/26, a seguito della collaborazione all'organizzazione del convegno nazionale “Essere Contemporanei. Musei, patrimonio, antropologia” (Matera, 2010) a cura dell’Ass. Cult. SIMBDEA. 

Vicepresidente e socia fondatrice della SimbdeaLab (Società di Servizi per la Museografia e Beni Demoetnoantropologici) è responsabile di diversi Progetti di Alternanza Scuola-Lavoro (2017/2020) che hanno come oggetto le scienze demoetnoantropologiche applicate ai patrimoni culturali materiali e immateriali, in collaborazione con il Liceo delle Scienze Umane/Liceo Classico G. Cagnazzi di Altamura (BA), città in cui vive.

 

Sono nato in Molise, a Riccia (CB) nel 1982 e dal 2001 vivo in Toscana.

Sono nato a Pineto (Te) nel 1962 e dal 1984 svolgo attività di ricerca etnomusicologica. Nel 1988 ho conseguito la laurea in Musicologia al DAMS di Bologna con la tesi di ricerca “Tradizioni musicali nella bassa valle del Vomano”. Negli anni universitari ho approfondito la disciplina etnomusicologica con il Prof. Roberto Leydi ed il Prof. Ignazio Macchiarella. Nel 2003 ho realizzato il progetto  di catalogazione D.E.A (Università di Teramo) compilando cento schede BDI di cui alcune sono state riportate nella guida “Strutturazione dei dati delle schede di catalogo BDI, seconda parte”, pp. 313-324, Ministero per i beni e le attività culturali, ICCD, Roma.

Enrico di Borbone, collezionista "per caso"

Premessa

Anche se la collezione di Enrico di Borbone, forse, non è tra quelle più note d'arte orientale in Italia, cionondimeno la stessa vanta origini così avventurose e intrepide difficilmente attribuibili ad altre raccolte. Gli avvenimenti che hanno portato alla sua formazione, a mio avviso, sono la parte più vivace e curiosa di una storia che, dopo la morte del suo collezionista, sarà caratterizzata purtroppo da lotte burocratiche e politiche

O P E R A T O R E D E I B E N I C U L T U R A L I c u r r i c u l u m d e m o e t n o a n t r o p o l o g i c o

Laureata presso l’Università degli studi della Basilicata in Nuove Tecnologie per la storia e i beni culturali, con una tesi di laurea in Antropologia dei patrimoni culturali. L’interesse per l’Antropologia visuale e la passione per la fotografia mi hanno portata ad approfondire le tecniche e gli strumenti legati all’audiovisivo.

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Claudio Rosati (Pistoia, 1949) è laureato in materie letterarie. Si occupa di musei, valorizzazione e comunicazione dei beni culturali. Svolge attività di formazione in ambito museale con particolare attenzione alle indagini sul pubblico.
Ha progettato il Museo della Gente dell'Appennino Pistoiese, il Museo della Sanità Pistoiese. Ferri per curare (insieme ad altri), il Museo del ciclismo “Gino Bartali” (non realizzato). Fa parte del gruppo di lavoro per l'ordinamento e l'allestimento del Museo di San Salvatore. Ha curato il progetto di Pistoia Musei della Città.
E' consigliere della Fondazione Musei Senesi.
E' stato presidente del Collegio dei Probiviri di Icom Italia e ha diretto il Settore Musei della Regione Toscana.

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Ricercatrice presso la Cattedra di Antropologia Culturale, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Firenze dal Gennaio 2005.

Emanuela Rossi ha studiato Antropologia Culturale con Alberto Mario Cirese all'Università degli studi Roma "La Sapienza" ed ha proseguito la sua formazione con Pietro Clemente.
Si occupa di antropologia dei musei e del patrimonio e di storia del collezionismo etnografico. Su questi temi sta conducendo ricerche in Canada (Vancouver e Ottawa) e in Italia soprattutto in Toscana e nel Lazio.

Emiliano Giancristofaro (Lanciano, 1938), giornalista, già docente di Storia e Filosofia nei Licei e titolare di contratto per l’insegnamento di Storia delle Tradizioni Popolari presso l’Università di Chieti, è oggi membro del direttivo della Deputazione Abruzzese di Storia Patria e caporedattore della Rivista Abruzzese, rassegna trimestrale di cultura fondata nel 1948, di cui è stato direttore dal 1963 al 2000.

Negli anni ’60 è stato co-fondatore della prima sezione abruzzese di Italia Nostra (di cui sarà presidente regionale dal 1994 al 2003). Assieme a Beniamino Rosati, Corrado Marciani, Antonino Di Giorgio ed altri, condusse l’opposizione popolare all'insediamento dell’industria petrolchimica in Valdisangro e la battaglia per la salvaguardia dell’abbazia di San Giovanni in Venere.

Ha collaborato con la rivista di etnologia «Lares» e dal 1972 al 1994 è stato direttore editoriale della casa editrice lancianese Rocco Carabba, della cui rinascita era stato promotore.

Ha donato la sua raccolta di materiale audiovisivo sulle credenze del popolo abruzzese alla Biblioteca Comunale di Lanciano.

Tra i suoi lavori sul folklore (alcuni pubblicati da Electa Mondadori e Bulzoni): Il mangiafavole, inchiesta diretta sul folklore abruzzese, Olschki, 1971; Totemajje, viaggio nella cultura popolare abruzzese, Carabba-Rai, 1978; Tradizioni Popolari d’Abruzzo, Newton Compton, 1997.

Si è occupato della emigrazione abruzzese, cui ha dedicato il volume Cara moglie (1984) ed inchieste e documentari sulle comunità abruzzesi all'estero. Nel 2005, assieme a Marchionne (Fiat) e Rossi (Sixty), la sua attività di studioso è stata premiata dalla Camera di Commercio di Chieti con il riconoscimento speciale per “Fedeltà al Lavoro e al Progresso”


Alcune sue opere pubblicate al di fuori della Rivista Abruzzese:

Giancristofaro, Emiliano, Folklore abruzzese: il canto di Monteodorisio (inedito), in «Lares», A. XXXII (1966), n. 3-4, pp. 177-180.

Giancristofaro, Emiliano, Il canto di Amatrice [lamento funebre] pubblicato dal Croce, in «Rivista abruzzese», A. XIX (1966), n. 1-2, pp. 86-90.

Giancristofaro, Emiliano, Documenti folkloristici abruzzesi inediti del territorio di Guardiagrele, in «Lares», A. XXXIII (1967), n. 3-4, pp. 155-173.

Giancristofaro, Emiliano, Una canzone popolare inedita raccolta da Benedetto Croce a Raiano nel 1907, in «Lares», A. XXXIV (1968), n. 3-4, pp. 167-169.

De Cecco, Vittorina; Giancristofaro, Emiliano, Frentania sconosciuta, Lanciano, Editrice Itinerari, 1969.

Giancristofaro, Emiliano, Documenti folkloristici raccolti a Pollutri in Abruzzo, in «Lares», A. XXXV (1969), n. 1-2, pp. 53-63.

Giancristofaro, Emiliano, Credenze popolari abruzzesi sulla perdita del latte materno e su altri mali dell’infanzia, in «Lares», A. XXXVI (1970), n. 3-4, pp. 383-390.

Giancristofaro, Emiliano, Folklore abruzzese della Settimana Santa, in «Itinerari», A. X (1971), n. 9, pp. 17-18.

Giancristofaro, Emiliano, Folklore e magia in alcuni sinodi diocesani di Penne Atri L’Aquila Chieti nei secoli XVII-XVIII-XIX, Lanciano, Cooperativa Editoriale Tipografica, 1971.

Giancristofaro, Emiliano, Il mangiafavole: inchiesta diretta sul folklore abruzzese, Firenze, Olschki, 1971.

Giancristofaro, Emiliano, La morte di Carnevale nella cultura tradizionale e… nel folklore attuale, in «Monitore frentano», A. III (1971), n. 1-2, p. 9.

Giancristofaro, Emiliano, La vita magica di Poggiofiorito, in «Itinerari», A. X (1971), n. 10, pp. 17-20.

Giancristofaro, Emiliano, Nell'opera di Gennaro Finamore ritorna l’Abruzzo d’altri tempi, in «Folklore d’Abruzzo», A. I (1971), n. 1, pp. 16-17.

Giancristofaro, Emiliano, Note di folklore: l’atto di fede di Rocco Primono visionario lancianese, in «Itinerari», A. X (1971), n. 11-12, pp. 9-10.

Giancristofaro, Emiliano, Saggio sul folklore magico nei Sinodi diocesani del Chietino, Lanciano, Editrice Itinerari, 1971.

Giancristofaro, Emiliano, Gennaro Finamore e le tradizioni popolari lancianesi, in «Itinerari», A. XI (1972), n. 3-5, pp. 8-11.

Giancristofaro, Emiliano, Il Natale ieri, in «Tradizioni popolari abruzzesi», A. I (1973), n. 1, pp. 10-13.

Giancristofaro, Emiliano, Totemámajje: viaggio nella cultura popolare abruzzese; prefazione di Alfonso M. Di Nola, Lanciano, Carabba, 1978.

Giancristofaro, Emiliano, Staccia/setaccio: novelliere abruzzese, Lanciano, Carabba, 1982.

Giancristofaro, Emiliano, Cara moglia…: lettere a casa di emigranti abruzzesi; introduzione di Eide Spedicato Iengo, Lanciano, Carabba, 1984.

Giancristofaro, Emiliano, Penitenze, feste e business, in «Il Nuovo Mondo», A. I (maggio 1988), n. 4, p. 5.

Giancristofaro, Emiliano, Il sacro ventre, in «Il Nuovo Mondo», A. I (ottobre 1988), n. 8, p. 6. [L’A. si occupa della festa della Madonna del Ponte di Lanciano (CH).]

Giancristofaro, Emiliano, L’abate folklorista, in «Il Nuovo Mondo», A. III (dicembre 1990), n. 5, pp. 10-11. [L’abate è il chietino Ferdinando Galiani.]

Giancristofaro, Emiliano, Medicina verde, in «Il Nuovo Mondo», A. III (giugno 1990), n. 3, pp. 22-23.

Giancristofaro, Emiliano, Simboli della cultura tradizionale, in Chieti e la sua provincia; [a cura di Ugo De Luca], Chieti, Amministrazione provinciale di Chieti, 1990, v. 1., pp. 507-526.

Giancristofaro, Emiliano, La realtà delle novelle: la fantasia contro la tecnologia, in «Il Centro», supplemento al n. del 3 luglio 1991, pp. 99-101.

Giancristofaro, Emiliano, Perché le serpi di Cocullo piacciono ancora, in «Terra e gente», A. XI (1991), n. 2, pp. 13-14.

Giancristofaro, Emiliano, Le ferie di San Bartolomeo, in «D’Abruzzo», A. VI (1993), n. 22, pp. 14-19. [A San Bartolomeo la tradizione popolare aveva attribuito il potere di espellere i demoni.]

Giancristofaro, Emiliano, L’Annunziata di Villa Pasquini di Lanciano, in La letteratura drammatica in Abruzzo: dal medioevo sacro all’eredità dannunziana, atti del convegno a cura di Gianni Oliva e Vito Moretti, Roma, Bulzoni, 1995, pp. 897-902.

Giancristofaro, Emiliano, L’arte del tombolo aquilano, Roma, Edizioni dell’Oleandro, 1995.

Giancristofaro, Emiliano, Tradizioni popolari d’Abruzzo: feste e riti religiosi, credenze magiche, superstizioni, usanze, pellegrinaggi, ex voto e medicina popolare per riscoprire storia, aspetti e curiosità del folklore abruzzese; prefazione di Alfonso Maria Di Nola, Roma, Newton Compton, 1995.

Giancristofaro, Emiliano, Ritorno al sacro, in «D’Abruzzo», A. IX (1996), n. 33, p. 33.

Giancristofaro, Emiliano, Per grazia ricevuta, in «D’Abruzzo», A. X (1997), n. 37, p. 9.

Giancristofaro, Emiliano; Bellotta, Ireneo, Il culto di San Domenico a Cocullo: tradizioni popolari nella Valle Peligna, Corfinio, Amaltea, 1998.

Bellotta, Ireneo; Giancristofaro, Emiliano, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell’Abruzzo, Roma, Newton & Compton, 1999.

Giancristofaro, Emiliano, La medicina popolare, Abruzzo e Molise; in Medicina e Magia, a cura di Tullio Seppilli, Electa, Milano 1989, pp. 174-182.

Giancristofaro, Emiliano, La pittura votiva, Abruzzo; in “Pittura votiva e stampe popolari”, Electa, Milano, 1987, pp. 111-114.

Giancristofaro, Emiliano; “Ex voto”; in “Abruzzo: Giubileo tra fede ed arte”, Editrice Itinerari, Lanciano 1999, pp.103-113. [L’A. si occupa delle testimonianze santuariali di “grazia ricevuta”

Giancristofaro, Emiliano (a cura di), Scritti di storia di Corrado Marciani, 2 voll. Carabba, Lanciano, 1974 e seconda edizione (1999).

Giancristofaro, Emiliano; “L’Editrice Carabba e la sua eredità culturale”, in “Economia e società a Lanciano tra ‘800 e ‘900”, pp. 55-103, Edizioni Carabba, Lanciano 1996

Mi sono laureata presso l’Univerità di Roma “La Sapienza” con una tesi in Etnologia delle Culture Mediterranee, con la professoressa Maria Minicuci nel 2003. Due anni dopo, nel 2005, ho ottenuto il Diploma di Studi Avanzati (DEA) in Antropologia Sociale e Culturale presso l’Universitat de Barcelona dove attualmente sto portando avanti, per la tesi di dottorato, uno studio sulla relazione fra letteratura e territorio.

Francesco Marano (Napoli, 1958), insegna discipline demoetnoantropologiche all'Università degli Studi della Basilicata.
I suoi interessi di ricerca includono l'antropologia visuale, il film etnografico, le autoetnografie e le autorappresentazioni culturali, le feste religiose, le tradizioni alimentari.

Studi
1999 - Dottorato di Ricerca in Scienze Etnoantropologiche (Roma La Sapienza)
1997 - Diplôme d’Études Approfondies in antropologia (École des Hautes Études en Sciences Sociales, Tolosa)
1994 - Diploma in canto lirico (Firenze)
1993 - Laurea con lode in Lettere con tesi in Etnomusicologia (Roma La Sapienza)

Fulvia Premoli, laureata in architettura presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.

Il suo percorso è improntato con continuità al vasto tema della valorizzazione dei Beni Culturali a partire dalla fine degli anni ’70. Partecipa nella ricerca, nella didattica e nella professione, al dibattito sulla innovazione del ruolo dei Beni Culturali in Italia che ebbe un conseguimento nodale nell’istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (1974, oggi MIBAC).

Sono nato a Teramo nel 1975 e svolgo attività di ricerca nell’area dell’Italia centrale in Belgio e Romania. Ho studiato Antropologia all’Università “La Sapienza” di Roma sotto la guida di Antonello Ricci, e proseguo la mia formazione con Giordana Charuty, presso l’École Pratique des Hautes Études di Parigi. Nel 2008 ho fondato l'Associazione Culturale Bambun - per la ricerca demoetnoantropologica e visuale (www.bambun.webnode.com), che presiedo dallo stesso anno, per promuovere ricerche di antropologia partecipativa nell'area della montagna abruzzese e centro-italiana, la realizzazione e gestione di archivi etnografici e di produzioni editoriali ed audiovisive.

Dal 2005 è' conservatrice presso la Fondazione Museo Ettore Guatelli di Ozzano T. (PR), dove si occupa della ricerca in abito museologico ed etnografico, della valorizzazione,  gestione, comunicazione della collezione coadiuvando la direzione

Collabora con Enti pubblici, privati ed istituti culturali a progetti relativi alla catalogazione e gestione dei beni demoetnoantropologici e artistici. 

Si occupa inoltre del coordinamento operativo del Sistema dei Musei di Parma e Provincia. 

E’ membro del Comitato Scientifico del Museo MUPAC di Colorno (PR). Ha fatto parte del Comitato Scientifico per la realizzazione del progetto museologico e museografico di casa Natale G. Verdi (Roncole di Busseto, PR). 

Dal 2010 fa inoltre parte dell’organico dell’Istituto studi verdiani di Parma, settore gestionale/amministrativo. 

Nel 2009 ha collaborato con la RAI alla realizzazione di una puntata di “Ulisse. Il piacere della scoperta” di e con Albero Angela, fornendo consulenza scientifica e collaborazione al coordinamento organizzativo. 

Nel 2007 si è occupata dell’ assistenza e coordinamento alle fasi di realizzazione e messa in opera dell’allestimento del Museo Martino jasoni di Corchia di Berceto (PR)  e del progetto grafico di realizzazione e stampa del materiale promozionale nonché dell’assistenza alla curatela del museo e coordinamento visite guidate in occasione dell’apertura

Pubblicazioni                

Bibliografia essenziale di Catia Magni e Mario Turci (a cura di), Il  Museo è qui. La natura umana delle cose. Il Museo Guatelli di  Ozzano Taro, Milano, Skira, 2005

Jessica Anelli, Il Museo Guatelli di Ozzano Taro (PR) – Il Bosco delle Cose. Eredità di Ettore Guatelli e missione della Fondazione, in Atti del Convegno Musei, Ecomusei e Civiltà Contadina, Ospedaletto di Gemona, 2005

Coordinamento redazionale e cura bibliografia essenziale in Ettore Guatelli, Il Taro e altre storie, Reggio Emilia, Diabasis, 2006

Jessica Anelli, I Mulini di Ettore, in M. Turci (a cura di) I mulini di Ettore, Parma, CSC Comunicazione, 2005

Jessica Anelli, I luoghi dei mulini, in M. Turci (a cura di) I mulini di Ettore, Parma, CSC Comunicazione, 2005

Coordinamento redazionale e cura schede tecniche,  Design Spontaneo, catalogo della mostra a cura di Catia Magni e Mario Turci, CSC Comunicazione, 2007   

Jessica Anelli e Roberto Papetti, La Stanza dei Giochi di Ettore,  Ravenna, Editoriale Scienza, 2008

 

 

Convegni e Conferenze

Il Museo Guatelli di Ozzano Taro (PR) – Il Bosco delle Cose. Eredità di Ettore Guatelli e missione della Fondazione, Ospedaletto di Gemona (UD)

Ettore Guatelli:  maestro di riuso, intervento tenuto presso convegno di studi, Quarrata (PT)

Il Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro, lezione presso l’Università di Modena , Master in catalogazione beni culturali

Dialoghi possibili,  intervento tenuto in occasione del seminario ICOM e IBC “Educazione e mediazione” (Bologna)

Il Mondo che abbiamo perduto,  intervento tenuto in occasione del convegno “Spontanee meraviglie. Stanze delle meraviglie dei musei spontanei” (Montescudo -RM)

L'educazione al patrimonio in chiave interculturale, intervento tenuto presso la Fondazione ISMU (Milano)

La cucina delle meraviglie, intervento tenuto in occasione del convegno  nell'ambito dell'anno del Mezzadro   (San Giovanni D'Asso - SI)

Esperienze professionali

2008 
Incarico di Conservatore presso il Museo del Brigantaggio di Cellere

Maria Gabriella Da Re insegna Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Cagliari.

Mariano Fresta, già docente presso i Licei, ha collaborato con Pietro Clemente, nella Cattedra di Tradizioni popolari a Siena.

Dati personali
Luogo e data di nascita: Monza, 2 marzo 1978
Tel. 347 7256534
Indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web site: www.martavilla1.wordpress.com

Paolo Nardini, dell’ Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana, si occupa di antropologia culturale e di tradizioni popolari. Trova occupazione nella organizzazione di convegni e giornate di studio.  Ha svolto ricerche sulla cultura materiale nell’area boracifera in provincia di Pisa, in Maremma e sull’Amiata. Fra i suoi principali interessi, il contatto interetnico, la tutela dei beni demoetnoantropologici immateriali, il teatro popolare e la museografia. 

Pietro Clemente è Presidente di SIMBDEA e di IDAST (Iniziative Demo-etno-antropologiche e di Storia Orale in Toscana) e titolare della cattedra di Antropologia Culturale della Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze.

Laurea in Lettere con indirizzo Demo-Etno-Antropologico - Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Partecipa agli scavi archeologici  presso il cantiere della Meta  Sudans sulla P.zza del Colosseo in Roma e agli scavi del sito “Villa Cavallacci”, di epoca imperiale, in Albano Laziale.

Nel 1995 consegue la qualifica di Animatore Culturale Volontario del Museo Civico Albano.

Sandra Ferracuti, B.A. in antropologia ("The American University", Washington, D.C., USA) e Dottore di Ricerca in etnologia ed etnoantropologia (Università "Sapienza" di Roma, 2008), è attualmente responsabile del dipartimento Africa del Linden-Museum Stuttgart, in Germania.

Dal 2010 al 2017 ha insegnato museologia e antropologia culturale all’Università degli studi della Basilicata (Matera). Presso la stessa università è stata assegnista di ricerca dal 2012 al 2014, per un progetto finalizzato al rilevamento e l’analisi dei caratteri e dei protagonisti dei processi di interpretazione locale delle più recenti e discusse convenzioni internazionali che trattano di patrimoni culturali. Dal 2009 al 2013, è stata assistente di ricerca della sezione etnografica del Museo Nazionale Presitorico Etnografico "Luigi Pigorini", dove ha contribuito allo svilippo delle attività condivise con gli altri partner del progetto europeo "RIME" – Ethnography Museums and World Cultures.

È membro del direttivo della Simbdea dal 2005. Dal 2002 è membro della redazione della rivista"Antropologia Museale" e dal 2014 di quella di “Archivio di Etnografia”.

Tra le sue pubblicazioni:

Heads and Hands: the Lives and Work of Makamo, Sculptor and Healer in Maputo”, Tribus [65]: 89-125, 2016; “Riti di Paesaggio”, Antropologia Museale, XII [34/36]: 143-145, 2015; “A partire da Maputo: musei, mostre, cortili e la discarica. Patrimoni alla deriva e arti etnografiche”, Archivio di Etnografia, VIII [1]: 9-36, 2015; “Corpi e musei: dilemmi etici e politiche relazionali”, scritto con V. Lattanzi, Antropologia Museale, XI [32/33]: 56-62, 2013; “Beyond Modernity. Do Ethnography Museums Need Ethnography?”, co-curato con E. Frasca e V. Lattanzi, Roma: Espera, 2013; “Noi/Altri”, Antropologia Museale, X [30]: 35-37, 2012; “L’Etnografo del patrimonio in Europa: esercizi di teoria e cittadinanza”, in L. Zagato, M. Vecco (a cura.), Le culture dell’Europa, l’Europa della cultura, Milano: F. Angeli, 2011: 206-228; Henri-Alexandre Junod, patrimonio in Mozambico: giochi di specchi tra Africa, antropologia e arte”, Antropologia Museale, IX [27]: 19-29, 2010; "Sistema Arte", Antropologia Museale, VIII [22]: 126-128, 2009; "Cose di Armungia", Lares [LXXII]1: 99-132, 2006.

Silvia Mascheroni, laureata in storia della critica d’arte presso l’Università degli Studi di Milano, è ricercatrice nell’ambito della storia dell’arte contemporanea, dell’educazione al patrimonio culturale e della didattica museale. Progetta e conduce interventi formativi per responsabili dei Servizi educativi e operatori di Soprintendenze e musei del territorio; cura la progettazione di esperienze educative concertate tra musei e istituti scolastici; partecipa a ricerche nell’ambito dell’educazione al patrimonio culturale, a giornate di studio e convegni.

Dall’anno accademico 2003-2004 è docente a contratto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Master “Servizi educativi del patrimonio artistico, dei musei di storia e di arti visive”.

È stata membro della Commissione ministeriale “Didattica del museo e del territorio (Ministero Beni e attività culturali, 1995-1999) e del Gruppo di lavoro per la promozione, il coordinamento e la verifica delle attività educative nell’ambito del patrimonio culturale (Direzione Generale Cultura – Regione Lombardia, 1998-2004).

Ha fatto parte del Gruppo di ricerca costituito da ICOM Italia per la Carta nazionale delle professioni museali (2005) e per il Manuale delle professioni museali in Europa (2008).

È stata coordinatrice della Commissione tematica “Educazione e mediazione” ICOM Italia (2007-2016) e membro del Consiglio Direttivo (2013-2016).

È responsabile con Simona Bodo della progettazione e del coordinamento di “Patrimonio e Intercultura”, dedicato all’educazione al patrimonio in chiave interculturale (www.patrimonioeintercultura.ismu.org).

Fa parte del gruppo di lavoro delll’Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (www.eumm-nord.it).  

 

Autrice di numerosi saggi, tra le pubblicazioni più recenti:

Un patrimonio di storie. La narrazione nei musei per la cittadinanza culturale (con S. Bodo e M. G. Panigada, Mimesis Editore, 2016); Il Servizio educativo del Museo di Fotografia Contemporanea: un laboratorio di esperienze 2006-2009 (con D. Zannelli, Lupetti 2009);  Per l’educazione al patrimonio culturale. 22 tesi (A.a.V.v., FrancoAngeli 2008); A Brera anch’io. Il museo come terreno di dialogo interculturale (A.a.V.v., Electa 2007); Progettare insieme per un patrimonio interculturale (con S. Bodo e S. Cantù, Quaderni ISMU 1/2007); Didattica dei musei. La valutazione del progetto educativo (con M. A. Donna e V. Simone, FrancoAngeli 2004).   

PROFILO BIOGRAFICO

Valentina Lapiccirella Zingari nasce a Firenze nel 1962. Dopo il liceo classico, si iscrive alla facoltà di Storia dell’arte e dello spettacolo prima di scegliere il corso di studi in antropologia che la porterà a Roma e poi a Siena. Tra il 1983 ed il 1985 vive in Costa Rica, dove partecipa come volontaria ad un progetto di cooperazione per lo sviluppo forestale del paese. Dopo il percorso di formazione all’Università di Siena dove ha ottenuto la Laurea in antropologia culturale (110 e lode, 1994)

Laurea in Lettere e Filosofia (1981) e perfezionamento in Studi Storico Religiosi (1982-1985) conseguiti presso l’ Università “La Sapienza” di Roma. 

Simbdea, società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici.
c/o Museo degli Usi e Costumi delle Genti di Romagna
Via Montevecchi 41 – 47822 Santarcangelo di Romagna (RN)

CF: 03251180406
e mail: redazionesito@simbdea.it